Zebra Setup Utilities è un’efficace strumento
software messo a disposizione gratuitamente dalla Zebra per la gestione delle
stampanti di etichette. Con questo semplice software è possibile:
Configurare le impostazioni della stampante
(dimensioni dell’etichetta, metodo di stampa, etc…)
Configurare la qualità di stampa (attraverso
a regolazione dei parametri di temperatura e velocità)
Configurare la connettività della stampante
(ethernet, wireless, etc)
Inviare font e grafica alla memoria della
stampante
Connettersi direttamente alla stampante, ad
esempio per inviare un file
In questo tutorial vediamo come configurare la connessione
di una stampante Zebra ad una rete in 6 semplici passaggi
1. Avviare il software Zebra Setup Utilities.
Nell’elenco delle stampanti installate selezionare il modello di cui si vuole configurare la connessione e premere il pulsante in basso a sinistra ” Configurare connettività della stampante”
A questo punto verrà avviata la procedura di configurazione che vi aiuterà a configurare i parametri di rete
2. Scegliere una tra le opzioni disponibili (Cablato, Wireless o Bluetooth) e premere Avanti
3. Nella schermata successiva selezionare il server di stampa
Selezionare Server di stampa interno se la stampante è dotata di scheda di rete altrimenti selezionare Server di stampa esterno. Premere Avanti per procedere con la configurazione guidata
4. Indirizzo IP
Selezionare DHCP per l’assegnazione automatica dell’indizzo IP
oppure se la rete utilizza un indirizzo IP statico selezionare l’opzione Statico e immettere i parametri di rete nella sezione sottostante (Indirizzo IP, Subnet Mask e Gateway)
Premere Avanti per continuare
5. Viene quindi visualizzato il file di comandi da inviare alla stampante. Le impostazioni create possono anche essere salvate in un file
6. Premere Avanti per inviare il file alla stampante o per salvare il file
Il driver delle stampanti di card Zebra ZC100, ZC300 e ZC350 consente di eseguire una regolazione fine dei parametri di stampa.
Prima di effettuare qualsiasi regolazione sul driver è opportuno
controllare che l’immagine abbia le dimensioni corrette.
Le dimensioni dell’immagine da usare come sfondo devono
essere pari a 1006 x 640 pixels. Se l’immagine che vogliamo utilizzare non
rispetta queste dimensioni bisogna procedere ad un ridimensionamento
dell’immagine con un programma di grafica.
Qualora l’immagine con le dimensioni indicate non venga
stampata sull’intera card, possiamo eseguire una regolazione di precisione dal
driver della stampante.
Procedura
di regolazione dell’immagine tramite driver
Dal driver della stampante accedere alla scheda
“Print Optimization and Adjustment”
Selezionare la scheda Alignment sul menù a sinistra
In questa schermata è possibile effettuare regolazioni di
precisione per adattare l’immagine all’intera card
X Offset è un parametro che imposta la posizione dell’immagine lungo l’asse x della card (lato lungo)
Y Offset è un parametro che imposta la posizione dell’immagine lungo l’asse y (lato corto)
Image fill regola la lunghezza dell’immagine stampata
E’ consigliabile iniziare regolando la posizione x, in
modo da posizionare l’immagine vicino al bordo della card.
Attenzione che se si posiziona l’offset x troppo vicino al bordo potrebbe rompersi il nastro di stampa: se ciò accade regolare nuovamente il valore x.
Una volta eseguita la regolazione del valore x è
possibile aumentare il parametro “Image fill” di .1 alla volta finchè
la stampa non copre interamente la scheda
La Quiet Zone è l’area bianca che circonda un codice a
barre o un simbolo 2D che deve essere tenuta libera da qualsiasi testo, grafica
o segno che ostacoli una corretta lettura del codice. Questo include anche che
il codice a barre non venga posizionato vicino al bordo dell’etichetta o della
confezione.
La Quiet Zone fornisce la separazione del codice dalla grafica circostante, consentendo al lettore di “vedere” ed interpretare il codice nella sua interezza.
Nei codici a barre 1D, la Quiet Zone è posizionata
all’estremità sinistra e destra del codice.
Come regola generale, la Quiet Zone dovrebbe essere
almeno 10 volte più grande della larghezza della barra più stretta del codice a
barre.
Nei simboli 2D, la Quiet Zone è lo spazio che circonda
l’intero simbolo e quindi va rispettata su tutti e quattro i lati del codice.
Le Quiet Zone nei codici a barre bidimensionali (2D)
vengono calcolate in modo diverso.
Il diffuso QR Code consiglia che la dimensione dell’area
bianca sia 4 volte la dimensione di un modulo (ovvero la dimensione di uno dei
quadratini neri all’interno del codice) su tutti e quattro i lati del codice.
Per il codice Data Matrix, deve essere utilizzato uno
spazio bianco con dimensione paragonabile almeno alla dimensione di un singolo
modulo, sempre su tutti e quattro i lati.
Un lettore potrebbe non essere in grado di decodificare un simbolo se testo, grafica o altri segni sono presenti nella Quiet Zone, oppure può produrre stringhe di dati decodificati in modo impreciso se interpreta elementi non simbolici come parte del codice a barre.
Soluzione
La violazione della Quiet Zone rappresenta una tra le
cause più facilmente risolvibili di codici a barre illeggibili.
Questo perché la violazione dello spazio bianco
necessario intorno al codice è comunemente generato da una non corretta
progettazione del layout di stampa. Quindi è sufficiente correggere il layout
per soddisfare i requisiti della Quiet Zone.
È
possibile leggere un codice a barre che abbia una Quiet Zone ridotta?
Qualora l’area disponibile per la stampa sia ridotta e
non vengono rispettate in modo preciso le Quiet Zone per ottenere una corretta
decodifica è possibile utilizzare lettori dotati di algoritmi di decodifica
avanzati in grado di garantire letture efficaci anche quando la Quiet Zone è
più ristretta rispetto ai minimi prescritti per i codici 1D e 2D.
Ad esempio, molti lettori 2D dell’Honeywell, come il
Voyager 1400, lo Xenon 1900, il Granit, possono essere configurati per
migliorare la lettura di codici con Quiet Zone non conformi allo standard.
Ti occorre aiuto? Non riesci a decodificare il codice a
barre?
L’etichettatura in ambienti esterni rappresenta una delle
applicazioni più impegnative da affrontare per la variabilità dei parametri in
gioco: oltre all’ampio range di temperatura e umidità, l’etichetta deve
resistere ai raggi ultravioletti che causano un veloce degrado della stampa e
dell’adesivo.
La scelta dell’etichetta giusta richiede
l’approfondimento dei requisiti dell’applicazione:
1. Ambiente
Le condizioni climatiche determinano il tipo di materiale e anche il tipo di adesivo. L’esposizione a pioggia, sole, grandine, umidità va valutata diversamente da un’esposizione esterna ma riparata da una tenda o una tettoia
2. Durata del periodo di esposizione all’esterno
3. Resistenza
È importante approfondire le sollecitazioni subite
dall’etichetta nel corso della sua vita. I fattori da valutare che incidono
sulla resistenza sono:
agenti chimici, detergenti, oli, etc.
raggi uv. I raggi UV e la luce fluorescente provocano un precoce scolorimento dei dati stampati e della tenuta dell’adesivo
abrasioni: il contatto e lo sfregamento deteriorano l’etichetta e la stampa
4.Tipologia di superficie di applicazione: curva, irregolare, rugosa, liscia. Il tipo di superficie su cui deve aderire l’etichetta determina l’adesivo più idoneo e il materiale. Per alcune superfici è richiesto un adesivo più aggressivo e con elevato tack iniziale.
Definiti i requisiti specifici dell’applicazione è opportuno
analizzare le caratteristiche del materiale dell’etichetta.
Un’etichetta è composta da diversi strati e affinché
l’etichettatura sia efficace è importante che tutti gli strati lavorino bene
insieme e che siano adatti alle condizioni di esposizione.
Ogni materiale è caratterizzato da una temperatura di servizio,
cioè il range di temperatura a cui verrà esposto e da una temperatura di
applicazione, cioè la minima temperatura a cui può essere applicata l’etichetta.
Un’etichetta per ambienti esterni deve essere in materiale sintetico in grado
di resistere a molteplici fattori avversi.
Esiste un’ampia gamma di materiali sintetici idonei per
l’esterno, con caratteristiche differenti in termini di resistenza
dell’etichetta, range della temperatura di servizio, flessibilità del materiale
e specificità dell’adesivo.
Vinile è un materiale eccellente per applicazioni esterne con una durata fino a 7 anni. L’adesivo acrilico appositamente modificato e la flessibilità del materiale offrono un’adesione permanente praticamente su qualsiasi tipo di superficie anche su superfici curve con diametri molto piccoli. Resiste ai raggi UV e a molti solventi. Il range di temperatura è da -60°C a +150°C per applicazioni a breve termine e da -60°C a +95°C a lungo termine
Poliestere è un materiale adatto sia per uso interno che esterno; è caratterizzato da un range di temperatura da -40°C a 150°C. Ha una qualità di stampa eccezionale e una buona resistenza ai graffi. Offre inoltre un’eccellente resistenza agli agenti chimici. È consigliato per applicazioni che richiedono un’esposizione all’aperto fino a 3 anni.
Polipropilene è un materiale che offre un’elevata qualità di stampa e un’ottima resistenza ai graffi e alle sbavature. Inoltre, offre una buona flessibilità adattandosi quindi all’etichettatura di superfici curve. È un materiale per applicazioni che richiedono un’esposizione all’esterno da 6 mesi a 2 anni. Il polipropilene offre un range di temperatura fino a 121°C
Poliammide è un materiale progettato per esposizioni a temperature molto elevate fino a 260°C e oltre. È consigliato per l’etichettatura di circuiti stampati
Polietilene è un materiale utilizzato in un’ampia varietà di applicazioni dove è richiesta durata, resistenza e qualità di stampa. All’aperto dura da 6 mesi a 2 anni.
Trovare un materiale adatto alle proprie esigenze richiede una valutazione iniziale dei fattori variabili che possono deteriorare l’etichetta: dedicare del tempo prima di prendere una decisione è una scelta saggia che eviterà di acquistare etichette non idonee al tipo di utilizzo a cui sono destinate
Se vuoi approfondire l’argomento, se sei in cerca di
un’etichetta durevole
Oramai con i nostri smartphone gestiamo l’organizzazione
di vari aspetti della nostra vita e quindi perché non utilizzarlo per leggere i
codici a barre?
L’utilizzo del telefono potrebbe sembrare un’ottima idea per iniziare, ma in realtà offre più gli svantaggi che benefici.
La scansione del codice rappresenta solo la prima parte
del processo, dopo come gestiamo il dato acquisito? Dove lo salviamo? Nella
memoria del telefono? Come lo passiamo al sistema di gestione aziendale per
poterlo elaborare o a un database?
A seconda dei casi il processo di acquisizione del codice
a barre tramite smartphone potrebbe richiedere diversi passaggi per essere
completato con una conseguente perdita di tempo invece di velocizzare le
operazioni di identificazione automatica, come in realtà dovrebbe essere.
Uno smartphone commerciale non rappresenta in alcun modo l’approccio più semplice per la scansione e l’acquisizione dei dati sia in termini di performance di lettura che di elaborazione del dato.
Vediamo quali sono i fattori da considerare prima di
decidere di utilizzare il proprio cellulare come scanner per codici a barre
1.Velocità
Gli smartphone sono progettati per eseguire diversi compiti contemporaneamente, i lettori di codici a barre nascono per eseguire un solo compito, leggere un codice a barre e quindi lo fanno molto più velocemente e in modo più affidabile.
Avete mai provato a leggere un codice con un telefonino?
Vi siete sicuramente resi conto che occorrono alcuni secondi per mettere a
fuoco il codice adattando la distanza del telefono alla grandezza del codice. Questa
operazione con un lettore è pressoché istantanea: per letture frequenti acquisire
i dati con uno smartphone significa perdere moto tempo in una operazione che di
norma deve velocizzare il lavoro e non rallentarlo.
2.Illuminazione
Un lettore di codice a barre è dotato di un motore di
scansione in grado di leggere il codice in qualsiasi condizione di
illuminazione, invece uno smartphone scatta una foto utilizzando come
illuminatore il flash e le condizioni di illuminazione dell’ambiente
influiscono sulla lettura che in alcune situazioni potrebbe rivelarsi
estremamente difficoltosa.
3.Dimensioni
e densità del codice
Anche le dimensioni e la densità del codice sono determinanti sulle performance di lettura. Con uno uno smartphone più è piccolo il codice e più è necessario avvicinare il telefono per acquisire il dato, rendendo poco agevole l’acquisizione del dato.
Se ci troviamo in un magazzino ed è necessario eseguire
la scansione dei codici da una certa distanza, con uno smartphone è un’operazione
praticamente impossibile.
Diversamente esistono dei lettori a lungo raggio in grado di scansionare codici posizionati a decine di metri di distanza.
Se utilizzi lo smartphone per letture frequenti, la
batteria si scaricherà rapidamente costringendoti a ricaricare il dispositivo
durante il ciclo di lavoro.
Un lettore di codice a barre wireless è nello stato
attivo solo quando si preme il grilletto, consentendo una lunga durata della
batteria.
5.Ergonomia
Oltre alla possibilità di leggere il codice a barre più rapidamente e di prolungare la durata della batteria, un lettore di codice o barre o un terminale con scanner integrato sono progettati con criteri ergonomici che riducono al minimo il movimento del polso per agevolare le operazioni di lettura con un conseguente aumento della produttività.
Gli smartphone non sono progettati per movimenti di scansione ripetitivi e spesso la lettura di un codice risulta scomoda e innaturale.
6.Integrazione
con il database
Se si esegue la scansione di codici a barre con lo
smartphone, sarà necessario collegarlo a un computer, a un tablet o qualsiasi altro
dispositivo in modo che i dati possano essere raccolti nel database o nel gestionale.
Dopo aver connesso il dispositivo tramite Bluetooth potrebbero essere necessari
ulteriori passaggi per l’integrazione con il database.
Un lettore di codici a barre wireless o USB è un
dispositivo plug-and-play: lo colleghi al PC ed è pronto all’uso. Inoltre, uno
scanner di codici a barre non richiede il download di driver o software
specifici per poterlo utilizzare con il computer.
7.Robustezza
Se si prevede di eseguire la scansione di articoli in un
magazzino o in un altro ambiente in cui il dispositivo potrebbe essere
facilmente danneggiato, uno scanner di codici a barre è l’opzione più
conveniente. Gli schermi degli smartphone rappresentano un punto debole facilmente
soggetto a crepe in caso di cadute.
Se lo smartphone si danneggia prima di aver trasferito i dati sul computer o sul sistema di gestione, sarà necessario rieseguire la scansione di tutto, il che comporta una perdita di produttività.
lettori di codici a barre
Gli scanner sono progettati per resistere a cadute e urti su un pavimento di cemento e altri urti che si verificano comunemente quando vengono utilizzati.
In questo articolo descriviamo la procedura per eseguire il reset del terminale Workabout Pro 4 con sistema operativo Windows CE .
La procedura che descriviamo esegue un reset totale del palmare riportandolo alla configurazione di fabbrica.
Il FACTORY RESET elimina qualsiasi impostazione, applicazione, driver, chiavi di registro impostanti, pertanto va eseguita con estrema cautela, dopo aver provato a ripristinare le funzionalità del terminale attraverso un WARM RESET e a seguire il COLD RESET
PROCEDURA FACTORY RESET SU WAP4
Eseguire il boost del WAP4 premendo contemporaneamente i tasti “Scanner”, “FN” blu e “Power” , mantenendoli premuti per almeno 6 secondi. Il WAP4 si avvierà proponendo una videata nera (stile DOS) con un cursore stile command prompt “>”
Premere Enter per visualizzare il menu comandi
Al prompt “>” eseguire il comando “.clean”. Per eseguire il comando premere il tasto con la freccia verso l’alto (corrisponde allo Shift), poi il tasto 0 (zero), poi le lettere “c”, “l”, “e”, “a”, “n” :questi tasti devono essere premuti uno dopo l’altro e MAI contemporaneamente. Durante la digitazione, nella posizione del cursore non apparirà alcuna scritta.
Procedere premendo il tasto “Enter”. Sul dispay del terminale per un breve istante apparirà il messaggio c“…clean start…”
Il WAP4 eseguirà quindi un riavvio completo del sistema operativo.
Completato il riavvio del terminale, il Workabout Pro 4 sarà configurato con le impostazioni di fabbrica
Collegare la stampante al computer tramite il cavo USB
Eseguire il software B-FV Setting Tool
Nella schermata iniziale, premere il tasto “Get” che trovate sopra la banda celeste del menù;
Il software inizia a leggere i parametri dalla stampante fino a quando la barra non diventa completamente verde;
ATTENZIONE: se la barra di progressione del download è rossa significa che non c’è il collegamento tra il PC e la stampante e la lettura delle informazioni non è andata a buon fine: verificare il collegamento della stampante o provate a cambiare porta USB
Modificare la voce del menù “Auto Calibration” in OFF
Inviare la nuova configurazione alla stampante premendo il tasto “Send” che trovate sopra la banda celeste del menù
A questo punto la stampante esegue un reset, i led passeranno da luce verde ad arancio per poi ritornare verdi;
La stampante è pronta e potete eseguire il test:dopo l’accensione o dopo l’apertura e la chiusura della testina non farà più avanzare le etichette, per usare un termine tecnico non effettuerà più la calibrazione.
Se avete sostituito il rotolo di etichette con uno nuovo, per allineare il passo e sufficiente premere una volta il tasto feed.
Se abbiamo la necessità inviare un file ad una stampante Zebra possiamo utilizzare un’opzione presente nel driver ZebraDesigner che ci consente di farlo in modo semplice e veloce.
Questa funzionalità del driver consente di inviare diversi tipi di file alla stampante Zebra senza dover installare software o utilità aggiuntive.
Questa opzione è disponibile per diverse versioni del driver ZebraDesigner, ma è comunque consigliabile utilizzare la versione più recente che potete scaricare dal sito Zebra da www.zebra.com.
Vediamo quali sono i passi della procedura per l’invio di un file
1. Andare nella cartella stampanti
2. Selezionare con il pulsante destro del mouse il driver ZebraDesigner della stampante e scegliere “Preferenze di stampa“
3. Spostarsi nella schermata “Strumenti“
4. In Strumenti, nella sezione Comandi della Stampante, selezionare:
Tipo Comando ==> Azione
Nome di Comando ==> Spedisci il file
5. È possibile inserire il percorso completo e il nome del file nella casella oppure fare clic sul pulsante con i 3 puntini per scegliere la posizione e il nome del file che si desidera inviare.
6. Una volta inseriti il nome e il percorso corretti, fare clic su Invia. Se il modello della tua stampante ha un led di stato vedrai un’indicazione che il file è stato ricevuto. Con file più grandi il led continuerà a lampeggiare fino al completamento della ricezione del file.
In questa procedura vediamo come testare il codificatore di banda magnetica nelle stampanti di card Zebra, nei modelli della serie ZXP1 e ZXP3 dotati di codificatore.
Posizionare la card nel cassetto di alimentazione delle card
Nella cartella stampanti selezioniamo il driver della stampante con il tasto destro del mouse e apriamo Preferenze di stampa
Ci spostiamo nella scheda Encoding
Selezioniamo le tracce che vogliamo testare o codificare e il tipo di coercività
Nella sezione Direct Encoding digitare le informazioni da codificare
Selezionare Encode per codificare i dati nella traccia magnetica selezionata
Fare clic su Eject per estrarre la scheda dalla stampante
Per verificare che il dato sia stato correttamente codificato reinserire la scheda nell’alimentatore delle card, cancellare i valori precedentemente inseriti e fare clic su Read; i valori codificati dovrebbero essere visualizzati su ogni traccia
In molte applicazioni di marcatura della data e del lotto di produzione è richiesta un’elevata risoluzione per poter stampare caratteri piccoli in alta definizione.
Una soluzione economica e affidabile è il marcatore a getto di inchiostro ad alta risoluzione con tecnologia TIJ a cartuccia.
I marcatori a cartuccia consentono un abbattimento dell’investimento iniziale e hanno costi di manutenzione praticamente inesistenti.
Le esigenze comuni di chi deve iniziare a marcare in linea o deve sostituire un vecchio impianto solitamente sono sempre le stesse:
un prodotto affidabile
un prezzo contenuto
una facile installazione
disponibilità di inchiostri per superfici porose e non porose (carta, alluminio, film flessibile, astucci plastificati e verniciati, etichette pre-stampate)
Questi dispositivi utilizzano un software su PC per la creazione dei messaggi da stampare che vengono trasferiti al marcatore tramite una chiavetta USB o rete Ethernet.
Il marcatore U2 è dotato di caratteristiche funzionali che lo rendono unico:
è dotato di display a colori da 3,5″ retroilluminato per visualizzare il messaggio che si deve stampare e per una immediata configurazione dei parametri di stampa
ha il telecomando con tasti funzione e tastiera alfanumerica per una completa gestione del dispositivo.
il telecomando consente un funzionamento completamente stand- alone, senza uso del PC
l’installazione è semplice e veloce
il software di gestione per la creazione dei messaggi di stampa è intuitivo consentendo un’immediata comprensione anche da operatori non esperti
può memorizzare fino a 990 messaggi
trasferimento dati tramite chiavetta USB
stampa di codici a barre, stringhe numeriche e alfanumeriche, loghi, data e ora
La semplicità del dispositivo consente un’installazione autonoma, evitando corsi operatore e addestramento del personale: è un marcatore pronto all’uso.
Nella configurazione standard il marcatore viene fornito completo di tutti gli accessori per il montaggio: staffa orizzontale o verticale per la stampa dall’alto o laterale, alimentatore, telecomando
Quando la velocità della linea non è costante è possibile collegarci un encoder e dove necessario una fotocellula opzionale oltre a quella di serie, ad esempio nelle applicazioni di marcatura di etichette pre-stampate.